Prendersi cura delle orchidee

Prendersi cura delle orchidee

 

di Virginia Torriani

 

 

Esotiche, colorate e profumate. Le orchidee sono piante estremamente affascinanti e sono originarie delle aree tropicali e subtropicali del continente asiatico e del Sud America. Possono essere coltivate con successo anche alle nostre latitudini, anche se ovviamente prendersene cura richiede qualche attenzione in più.

Abituate a climi caratterizzati da alte temperature ed umidità, con precipitazioni frequenti e di lieve entità e sbalzi termici quasi assenti, le orchidee nel nostro paese devono essere conservate prevalentemente in casa. Le temperature minime di crescita di queste piante devono essere infatti di almeno 18-20 °C.

 

fiori_

 

Le annaffiature devono essere molto frequenti, ma occorre evitare di inzuppare il substrato: ogni 3-5 giorni è bene inumidire il terreno con acqua demineralizzata a temperatura ambiente. E’ importante impiegare solo acqua demineralizzata o piovana perché il calcare e gli altri sali presenti nell’acqua comune possono alla lunga danneggiare gravemente sia le foglie sia l’apparato radicale delle orchidee.

 

innaffiatura_

 

Le orchidee sono anche esigenti per quanto riguarda il tasso di umidità dell’aria: questo tipo di umidità non viene data soltanto dalle annaffiature, ma dipende dalla quantità di acqua presente nell’ambiente. Per ottenerla è consigliabile vaporizzare spesso le foglie delle orchidee utilizzando acqua demineralizzata. Durante l’estate ed anche quando l’impianto di riscaldamento o di condizionamento sono attivi, il clima in appartamento tende ad essere molto asciutto: per ovviare a problema si può installare un umidificatore vicino alle orchidee. Altro metodo efficace per aumentare la quantità d’acqua dispersa nell‘aria consiste nel posizionare i vasi di orchidee in un vassoio riempito con ciottoli o argilla espansa: il vassoio dovrà essere sempre colmo di acqua, fino ad almeno mezzo centimetro dal vaso delle orchidee, in modo da non bagnarne il terriccio, ma facendo sì che l’acqua nel vassoio, evaporando, mantenga elevata l’umidità ambientale.

 

umidita_

 

Altro fattore essenziale è la luce: le orchidee la richiedono, ma meglio non esporle direttamente al sole. L’ideale è posizionarle in una stanza con una finestra a Sud, ma lontano da fonti di calore – no al davanzale sopra al calorifero – o da spifferi; durante i mesi estivi è possibile spostarle all’aperto, ma in un punto riparato dai raggi diretti – sotto a un albero a foglia caduca o sotto un pergolato.

Parimenti va evitato ogni luogo buio o sempre in ombra perché la pianta non riuscirebbe a produrre fiori e a sviluppare le radici ed il fogliame. Due segnali che qualcosa non va: se le foglie ingialliscono la pianta ha ricevuto troppa luce solare diretta, mentre la caduta di fiori o di foglie verde scuro indica carenza di luce.

 

orchidee_

 

Capitolo terreno e concime. Gran parte delle orchidee tropicali sono epifite, ovvero non affondano le loro radici nel terreno, ma vivono tra le intersezioni dei rami di alti alberi o tra le rocce, dove si depositano materiali decomposti o in decomposizione; prediligono quindi terreni molto soffici e incoerenti, che possono essere imitati mescolando dei pezzetti di corteccia con della torba o dello sfagno, pezzi di fibra di cocco, o addirittura polistirolo.

 

terra_

 

Non potendo ricavare nutrienti dal substrato le orchidee devono essere aiutate con concimi di sintesi, per lo più liquidi o idrosolubili: l’ideale è utilizzare un concime specifico, in quantità molto ridotta, ogni 12-15 giorni per tutto l’anno. In autunno e inverno è importante prediligere un concime con una maggiore quantità di potassio, in maniera che la pianta sia stimolata, alla fine dell’inverno, ad emettere degli steli fiorali, mentre da metà primavera all’autunno si può scegliere una formulazione più equilibrata.

 

concime_

 

Per ottenere una nuova fioritura è quasi sempre necessario esporre le piante per un periodo ad un calo delle temperature, specialmente notturne. Questo simula l’inverno che avrebbero vissuto nel loro ambiente naturale e, al termine, la normale ripresa vegetativa con la conseguente produzione di fiori. Ogni specie richiede temperature e tempistiche adeguate è quindi necessario informarsi approfonditamente.

 

5 1 vota
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
2 Commenti
più vecchi
più nuovi più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti